Logo  
  Articoli     
             
 

I nostri preferiti
Slavemara (7269)
RIDUTTORE IMMAGINI (762)

Top - Siti web
Appartenenza (IT)
.. (IT)
BdSm (IT)
Devozione Assoluta (IT)
piedi femminili italiani (IT)
MISTRESS MILANO (IT)
Tisadica (IT)
kiss&tell (IT)
SadoMatti (IT)
SMaliziando (IT)
SCINT, l'agorà dell'SM (IT)
l'agorà dell'SM (IT)
IMPERIUMVIRI (IT)
Luca Scandaletti (IT)
ZonaFemdom (IT)
Sherwood Chat (IT)
Lady FetishDea (IT)
PIACERE SEGRETO (IT)
Lady Lilith (IT)
Forum femdom (IT)
PIACERI PROIBITI (IT)
BONDAGESTORE.IT (IT)
Che tipo di schiava sei? (IT)

Versioni

Mappe

Mappe
Riempi i campi sottostanti per avere la mappa. L'unico dato obbligatorio è la città.
Indirizzo
Codice Postale
Città
Paese



Meteo



 
Der Graf
Inserito il 03 giugno 2008 alle 15:06:57 da t_mara_t.

Primo...

È nebbioso fuori…
Non si capisce se sia nebbia o neve.
Sento arrivare la macchina. Il motore si spegne quando l’auto è ancora in distanza ed arriva silenziosamente davanti alla porta, facendo scricchiolare la ghiaia gelata.
Silenzio totale, a parte Albinoni in sottofondo…
La portiera si apre e le tue gambe, inguainate in calze fumé, di seta con la cucitura perfettamente diritta, scivolano fuori.

Sento i tuoi passi. Lenti, cadenzati... La porta d’ingresso si apre col solito lieve cigolio. Il rumore dei tuoi tacchi sul parquet e la porta del salone si apre.

La stanza è calda e illuminata solo dal camino e da un candelabro a cinque bracci sul tavolino da fumo.

Nell’oscurità, quasi non riesci a vedermi nella mia giacca di velluto nero. A tradire la mia presenza la brace della sigaretta.

Sento il fruscio della seta del tuo trench mentre lo sfili. Le fiamme del camino fanno risaltare la tua pelle sul fondale della fodera di visone.
Il soprabito cade a terra ed il tuo corpo trionfa, bianco nella penombra.
Solo le calze ed il reggicalze e collare spiccano sul candore della tua pelle completamente depilata.

Ti avvicini lentamente. Sai che il tuo modo di camminare mi eccita: i piedi uno davanti all’altro inducono una sinuosità felina ed il tuo seno, pieno e pesante, sottolinea ogni passo.

Tieni gli occhi bassi: sai che il tuo sguardo, per me, è una sfida!

- Voglio vederti danzare per me. Vai a prepararti! –

Ti giri e ti avvicini al tavolo ed un tintinnio metallico arriva fino alle mie orecchie.
Ti sento aspirare di colpo: mi chiedo se siano i coccodrilli o i pesi.
Sorrido compiaciuto…

Ti sento inspirare di nuovo e trattenere il fiato: evidentemente ti sei girata e stai tornando da me.
Il tappeto ha attutito i tuoi passi e mi compari di fronte come d’improvviso.
Il fuoco gioca con luci ed ombre sul tuo corpo evidenziando la sensualità del tuo aspetto.
Quattro catene pendono adesso dal collare ciascuna collegata ad un grosso coccodrillo: due ai capezzoli e due alle grandi labbra. A metà di ciascun tratto di catena pende un peso, grosso come un’albicocca.

Ho già cambiato la musica e adesso le prime note del Bolero di Ravel cominciano a risuonare. Insistenti. Ossessive. Alzo il volume e le percussioni rimbombano nella sala.
Come attaccano i violini tu alzi le braccia portandole dietro la testa, piegandola e cominci ad ancheggiare sensualmente.

Mi piace riconoscere l’effetto che mi fai sempre. Sentire il desiderio che mi monta dentro. Lento, ma prepotente.

Le movenze del danzare muovono le catene ed i pesi e i denti dei coccodrilli ti mordono la carne: io so che mentre ti prepari sei eccitata e che i tuoi capezzoli si gonfiano ed immagino i dentini affondare nel capezzolo turgido.
Ed immagino anche il dolore che stai provando mentre ti muovi, coi pesi che stirano le pinze.

Adesso la musica è quasi assordante.
E tu muovi la testa come a scatti, ed il corpo ha assunto movenze più sincopate: le catene ed i pesi balzano a destra e a sinistra.
Le tue labbra si stirano in un sorriso arrogante di sfida: la determinazione di non cedere al dolore e l’eccitazione che ti procura mi dicono che continuerai a danzare finche vorrò guardarti farlo!

Ormai la circolazione del sangue nei capillari è interrotta a sufficienza da offrirti una sorta di anestesia e tu ruoti sul busto facendo volare i pesi per rinnovare la sofferenza. E… quando vengono bruscamente fermati dalla catena i tuoi occhi hanno uno sguardo quasi estatico.

Adesso ti pieghi sulle ginocchia, aprendo le gambe e tra i coccodrilli brillano i tuoi umori.
Ti desidero molto e controllo a malapena la voglia di prenderti subito, girandoti sul bracciolo del divano.
Prenderti sentendo il metallo delle pinze che sfregano la mia carne e lacerano la tua.
Ma… finche tu ballerai, io starò a guardarti…

La musica s’interrompe di colpo. Ero distratto e non l’ho seguita. Ma tu… no!
Sincronizzi perfettamente i tuoi movimenti e ti lasci cadere a terra davanti a me, le ginocchia un po’ piegate sotto il corpo, le braccia il alto, il seno che si alza e abbassa veloce: per la fatica o per l’eccitazione?

Intanto il secondo brano inizia: una frenesia di percussioni di musica araba.
Tu cominci a fremere, pronta a continuare ma io ti fermo e ti chiedo di salire in ginocchio davanti a me: ho visto una stilla di sangue sul tuo capezzolo destro!

Adesso sei inginocchio a gambe unite davanti a me, le braccia in una posa a braccia aperte e piegate, le mani aperte coi palmi in alto… sembra blasfema nella sua somiglianza con un prete che officia la Messa!
E sporgi il seno in avanti: tu hai già capito!

Ti metto una mano sotto il seno destro sentendone il peso nel palmo. Tu fissi il tuo capezzolo sanguinante.

Aspetto che tu mi guardi in viso, ma tu continui ad evitare il mio sguardo.
Con la mano sollevo il tuo viso fino a che i tuoi occhi sono fissi nei miei. Ti guardo a lungo poi sposto la mano sul coccodrillo e vedo come un lampo di timore nei tuoi occhi. Un attimo solo. Hai troppa classe per spaventarti per qualcosa che sai essere inevitabile. Ma sai anche quello che proverai!

La musica è ossessiva e rimbomba tra le pareti. Il fuoco sta via via affievolendosi…

- Mi ecciterebbe molto che tu non gridassi… -

un solo battito delle tue ciglia mi conferma che farai di tutto per non farlo.

Sai che non ti concederò niente: hai voluto eccitarmi e ci sei riuscita.
Ed ora io assaporerò il tuo dolore fino in fondo…

Apri leggermente la bocca ed aspiri bruscamente quando senti le mie dita afferrare il coccodrillo.
Tu sai!

Lo apro molto, molto lentamente…
Il dolore ti arriva lancinante, improvviso, incontrollabile non appena il sangue ricomincia a circolare e tu non riesci a trattenere un mugolio.

Ti mordi il labbro inferiore per tacere e due lucciconi spuntano nei tuoi occhi…

La goccia di prima diventa più grossa, si gonfia, finché si rompe e si trasforma in un rivolo che ti scivola sul seno.

Sollevo dolcemente il tuo seno strappandoti un altro piccolo grido, mi lecco le labbra e le applico sul tuo capezzolo, passandoci sopra lievemente la lingua.
Il sapore del tuo sangue misto a quello del tuo sudore e della tua sofferenza sono esaltanti!
Mi stacco e lecco il rivolo, dal basso in alto. Assaporo il gusto…

Da come mi guardi la bocca capisco di essere sporco del tuo sangue. Tiro piano il tuo seno per farti avvicinare e ti porgo la mia bocca. Tu socchiudi le labbra e la tua lingua fa capolino. Ti avvicini e la passi lievemente sulle mie labbra e tutto attorno. Sento il lieve raspare della barba che è cresciuta da quando mi sono rasato stamattina…

Ma tu continui anche dopo avermi pulito… la tua lingua, ora, guizza rapidamente e torna nascondersi dietro i tuoi denti, come ti ho insegnato. Ogni tanto la spingi tra le mie labbra a stuzzicare la mia ed intanto lasci che la tua saliva scenda dentro la mia bocca e fuori, sul mio mento e sul tuo e coli giù, sul tuo seno e sulla mia mano.

Sorrido e mi stacco da te. Afferro l’altro seno per rimuovere l’altro coccodrillo. Di nuovo…
I tuoi occhi si appannano per mezzo secondo e subito… tornano a sfidarmi!

Di nuovo, rimuovo la pinza più lentamente che posso e, subito, le lacrime si affacciano nei tuoi occhi. Ma questa volta eri pronta e non un gemito esce a fare da contrappunto ad un’altra musica araba, ossessiva e sensuale insieme.

Ti sento fare un movimento, per porgermi l’altro seno perché lo succhi. Ma qui non c’è sangue e sai che non lo meriti.

Mi allontano un poco per vedere tra le tue gambe, ma , ormai, il fuoco è debole. Avvicino il candelabro.

- Apri le gambe per favore… -

lo fai ed il movimento ti rinnova il dolore che si era ottuso nell’immobilità.

Rimuovo le due pinze dalle grandi labbra… adesso le lacrime non si limitano ad apparire, ma scorrono sul tuo viso.

Sorridi appena quando le asciugo con le mie labbra e la mia lingua…

Adesso le catene con i pesi ed i coccodrilli pendono tra i tuoi seni.

- Vai a prepararti di nuovo, per favore -

Abbassi lo sguardo in accettazione. Ti alzi con un movimento flessuoso nonostante il dolore che so stai provando all’inguine. E ti ammiro!

Ti osservo tornare al tavolo e cambio il CD. Nel silenzio, rotto solo dal crepitare del fuoco morente sento dei singulti mentre applichi di nuovo le pinze ai capezzoli ed alle labbra.

Tu hai lanciato una sfida… io l’ho accettata!

E, adesso, il rimbombo dei tamburi dei giapponesi rimbalza tre le pareti della sala e colpisce la pelle quasi fisicamente.

Tu sei pronta. Ti giri di scatto, come un toreador nel fare una “veronica”, con una mano appoggiata al tavolo!
I pesi vengono spinti a ruotare stirandoti il seno e le labbra.
Getti la testa indietro ed il fatto che i tuoi capelli siano riuniti, impedisce che il gesto abbia tutta l’arroganza che tu avresti voluto infondergli…

Sei un matador. Ed io il toro che vuoi finire!
Sempre con la testa lievemente spostata indietro, butti una gamba in avanti.
Muovi il primo passo…
Pausa
Il secondo…
Pausa
Al quarto sei in mezzo al tappeto. Pieghi la testa di lato, assorbi la musica ed inizi una danza selvaggia, brutale, sensuale!
L’aggressività trasuda da ogni singolo movimento.

Sei ferma in un punto. La tua danza consiste solo di movimenti del busto, delle gambe, delle braccia.
Sempre ferma in quel punto!
Sembri una belva incatenata che cerchi di liberarsi!

I suonatori percuotono i tamburi ed il suono sembra percuotere te!
Il desiderio, la lussuria primordiale mi sale fino alla bocca dello stomaco e ancora… fino alla gola. Sento il sangue pulsare nelle orecchie.

Adesso lo so… ti lascerò danzare finché i coccodrilli ti avranno lacerato la pelle, la carne e poi ti prenderò. Da dietro, tenendoti per i seni perché le mie mani te li stringano, infliggendoti ulteriore dolore.
E ti penetrerò, sentendo il metallo strisciare su di me, sapendo che, aprendoti, ti infliggerò altra pena.
E che quando mi muoverò, molto lentamente prima, tu sentirai i denti delle pinze spingersi più a fondo nella tua carne. E che quando accelererò il ritmo, queste ti stireranno…

E dopo, solo dopo, potrò lavarti via il sangue con le mie labbra, con la mia lingua.






È ormai quasi mezz’ora che stai danzando per me.
Non hai intenzione di cedere, ma preferisco che tu conservi le tue forze per altro. Interrompo la musica mentre mi alzo dalla poltrona, sostituendola con un notturno di Chopin.

Tu chiudi le gambe e ti metti come sull’attenti, palme delle mani verso di me, come ti ho insegnato.
Con un gesto ti invito ad avvicinarti. Ti muovi come una tigre, decisa e guardinga…
Ti fermi di fronte a me quando ti chiedo di girarti.
Dalla tasca tiro fuori un tratto di corda ruvida e ti lego i polsi dietro la schiena e ti faccio girare di fronte a me, di nuovo

Avvicino le mie mani al collare e, non appena capisci che cosa sto per fare, un lampo di paura ti attraversa lo sguardo. Per un attimo soltanto!

Sgancio la catenella del seno destro e ne accompagno la caduta con la mano. Adesso il peso ti stira il capezzolo già provato da oltre mezz’ora di sollecitazioni. Ti mordi il labbro inferiore per non fare trasparire quello che provi.

Continui a sfidarmi…
Bello!

Lo sguardo di paura dura un attimo di più quando vedi che sto per togliere il coccodrillo da quello destro.
Già…
È stato provato più dell’altro e, spostare le pinze ha esteso l’area dolorante.
La apro con lentezza. Molta lentezza… e, di nuovo, lacrime sgorgano dai tuoi occhi.
Ma, queste a parte… nessun’altra reazione!

Attacco un guinzaglio al tuo collare e lo lascio pendere tra i tuoi seni.

Abbasso le mani e raggiungo le altre pinzette. La tua preoccupazione traspare dal tuo trattenere brevemente il fiato: anche queste è oltre mezz’ora che non sono state tolte!
Tu sai che ti permetterei di gridare… Il farlo o meno dipenderà solo da te!

Apro la destra di colpo. Il sangue non inizia subito a fluire e tu sembri più rilassata. Ma è questione di un attimo…
La fitta, lancinante, profonda, persistente si fa sentire senza remissione. Per quanto autocontrollo tu abbia, sollevi rapidamente la gamba. Forse di un solo centimetro, forse due.
Ma l’hai sollevata!

Decido di rimuovere l’altra allo stesso modo!

Ma prima faccio dondolare la catena col peso. Voglio sentirti gridare. Voglio vederti cedere…
Voglio vedere la tua sconfitta.
Ma solo per vedere la tua rabbia per aver ceduto!

Credo di essere sulla buona strada: le lacrime spuntano. Scorrono.
La lascio dondolare ancora: non voglio costringerti con gesti brutali… sarebbe troppo facile.

Adesso hai chiuso gli occhi e le lacrime scorrono, senza singhiozzi. Non hai neppure un morso di gomma da stringere tra i denti.

Ed è proprio perché hai chiuso gli occhi che ne approfitto per aprire di colpo l’ultimo coccodrillo.

Spalanchi gli occhi, aspiri di colpo ed emetti un gemito di gola… sommesso, prolungato straziante!

Ti ammiro moltissimo!

Adesso l’ultima catena è caduta, tintinnando, a terra.
Ti guido al tavolo e ti aiuto a sdraiartici sopra.

Il caminetto sta languendo: aggiungo un paio di ciocchi e della paraffina.
Una vampa illumina la stanza ed il fuoco crepita vivace.

Hai le gambe lievemente divaricate e le mani legate ti costringono a sporgere il ventre.
Qui il calore del camino non arriva ed hai un po’ di pelle d’oca e capezzoli ed aureole induriti.
So che questa erezione ti fa soffrire di più: maggior quantità di sangue affluisce ai tuoi capezzoli, maggiormente sentirai i morsi delle pinze aprirsi.

Mi sfilo la giacca… se dovesse esserci del sangue, voglio che risalti sulla mia camicia bianca: sulla giacca passerebbe inosservato!
Ed io… voglio vederlo!

Mi chino su di te, ti sfioro le labbra con le mie; te le inumidisco con la mia lingua. Tu socchiudi la tua bocca e con la lingua sfiori la mia. Ma la sofferenza si legge ancora nel tuo sguardo.
Scendo passando la mia lingua sul tuo collo, nell’incavo tra i tuoi seni e scendo sotto.
Li lecco da sotto in su, insistendo sulle aureole ed i capezzoli. Altri segni di dolore ed un lieve sapore di sangue: la pelle è rimasta graffiata in profondità.

Adesso, con la punta della lingua seguo il tuo fianco. Un lieve brivido ti scuote.
Eccitazione?
O… solletico?

Sorrido tra me e me...


Continuo sul tuo ventre mentre con la destra accarezzo il tuo seno. Giro intorno e ti apro le gambe.
Passo la lingua sulle tue cosce, all’interno e mi avvicino sempre più al tuo inguine. Mi senti…

Sporgi in fuori il bacino come per accelerare l’ovvio.

Ma non è ancora il momento…

Adesso sento il sapore del tuo sudore nella piega dell’inguine con la coscia e la sericità del tuo monte di Venere depilato ad arte: una buona estetista vale un tesoro!!

Mi sollevo e mi avvicino… sento il calore, il profumo che esce da dentro di te.
Vedo i segni delle pinze sulle tue labbra e con le mani ti dilato lentamente. Di nuovo aspiri di colpo: dolore o eccitazione?

Adesso sei spalancata: posso quasi vedere dentro di te. Il clitoride spunta eretto, invitante…

Ti apro con le mani, penetrandoti con le dita. Sono lustre dei tuoi umori. Le succhio una ad una e poi avvolgo il tuo clitoride tra le mie labbra e lo massaggio con la lingua.
Questo mugolio… non è di dolore!

Muovo lentamente la testa su e giù accompagnando le carezze della punta della mia lingua. Sento che ti sta montando l’orgasmo dentro.
Rallento il movimento, apro le labbra ed infine smetto anche con la lingua.

Sussulti un paio di volte e poi ti vedo rilassare, rassegnata.

Credo che tu sia pronta a ricominciare…

Commenti
2 Commenti
Inserito il 27 giugno 2013 alle 11:21:25 da grafvon.  0/5
 
..... Der Graf ?
Inserito il 23 settembre 2014 alle 12:08:47 da grafvon.  0/5
 
Graf von !!!!!! :) :) :)

 
Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:

Visitatori
Visitatori Correnti : 13
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti

Iscritti
 Utenti: 4494
Ultimo iscritto : SlaveFI
Lista iscritti
 
 Messaggi privati: 884
 
 Commenti: 289
 
 Immagini: 301
 Immagini viste: 42614
 
 Materiale: 2
 Totale scarichi: 3182
 
 Articoli: 111
 Pagine: 137
 Pagine lette: 591853
 
 Siti web: 88
 
 Notizie: 115
 
 Sondaggi: 15
 
 Preferiti: 139785
 Siti visitati: 541269
 
 Post sui forum: 532
 
 Eventi: 57

MiniChat

Eventi
<
Maggio
>
L M M G V S D
-- -- 01 02 03 04 05
06 07 08 09 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 -- --


 
 © Giuseppe e Mara 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0 derivato da ASP-Nuke v1.2
Questa pagina è stata eseguita in 0,21875secondi.
Versione stampabile Versione stampabile